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Rassegna “Tradire le radici nella musica 2019” a cura dell’Accademia Chigiana

TRADIRE- LE RADICI NELLA MUSICA 2019
Legàmi

Progetto a cura di Stefano Jacoviello

GIOVEDÌ 14 FEBBRAIO
Palazzo Chigi Saracini, ore 21
AMORI SOSPESI
Gabriele Mirabassi | clarinetto
Pierluigi Balducci | basso acustico
Nando Di Modugno | chitarra

 

GIOVEDÌ 21 FEBBRAIO 
Palazzo Chigi Saracini, ore 21
PIZZICAR CANTANDO
QUINTANA
Ilaria Fantin | arciliuto, voce, percussioni
Kateřina Ghannudi | arpa, voce

 

GIOVEDÌ 7 MARZO
Palazzo Chigi Saracini, ore 21
NODI BAROCCHI
LES ESQUISSES
Gabriele Natilla | tiorba, chitarra barocca
Hortense Beaucour | violoncello piccolo

 

GIOVEDÌ 14 MARZO
Palazzo Chigi Saracini, ore 21
BASSE CONVERSAZIONI
Giorgio Vendola | contrabbasso, elettronica

 

GIOVEDÌ 21 MARZO
Palazzo Chigi Saracini, ore 21
LUNARIO ORIENTALE
Ross Daly | lyra, tarhu
Kelly Thoma | lyra
Peppe Frana | oud, robab
Francesco Savoretti | percussioni

 

GIOVEDÌ 28 MARZO
Palazzo Chigi Saracini, ore 21
ERRANDO
Giovanni Seneca | chitarra classica,
battente e flamenca

 

Ascolto libero – Ingresso gratuito

Legàmi

Tanti fili si intrecciano per fare una corda. Filamenti di lunghezza diseguale, come le vite di persone che si avvicinano, scorrono accostate l’una all’altra, si avvolgono e si saldano in legami fortissimi che durano per sempre, oltre il tempo. O si spezzano, dopo aver resistito a venti e tempeste.
Corde tese che suonano vibrando come le passioni che si aggrovigliano intorno all’anima di chi ne è vittima. Corde sfregate da crini di cavallo, che intonano canti di cui si sono perse le parole, o ne inventano altri che ancora non le hanno trovate. Corde percosse che suscitano i passi dei danzatori, scandiscono gli accenti della festa, trascinano i bevitori al languore della nostalgia.
Corde che intrappolano il cuore dell’amata in una rete inestricabile, tessuta di notte con la voce di una serenata. Corde sospese verso il cielo, come gli amori da lontano che legano i sospiri di due punti invisibili l’uno all’altro.
Corde in bilico su una sottile tavola di legno, appese a un ponticello e aggrappate in cima a un manico, sfiorate da mani callose che sulla punta delle dita hanno raccolto secoli di storie intime, ma che sanno raccontare anche di viaggi attraverso valli, monti e deserti, sulla cresta delle onde da un capo all’altro del Mediterraneo. E ancora oltre, verso Oriente e Occidente.
Corde annodate e polverose, che tengono insieme bagagli, lettere e ricordi da portare altrove.
Corda e cuore sono parole che custodiscono la radice antica di un senso in comune legato ai palpiti e alle vibrazioni che smuovono il sangue nel corpo attraverso gli organi interni, ma giunte a fior di pelle si traducono, disegnando sul volto emozioni e sentimenti.
Le corde che ascolteremo vibrare in questi sei nuovi appuntamenti intrecciano legami inattesi fra musiche diverse. Sono tutte suonate da artisti tesi ad indagare nel profondo le tradizioni musicali alla ricerca di un suono nuovo che le tenga ancora in vita, e permetta di condividerne la memoria al costo di un inevitabile tradimento. Non si può comunicare chi si era senza tradursi nella lingua di chi oggi ascolta.
Tradiretradurre e tradizioni sono parole che in bocca si assomigliano. Tutte e tre implicano un passaggio di saperi e sentimenti che si trasformano, da un cuore all’altro, da un suono all’altro, annodando legami profondi da riconoscere, rispettare e difendere.

Nel paesaggio chiantigiano le viti corrono parallele come corde di un’arpa ancorate ai cipressi conficcati sul profilo dei colli: ombre all’orizzonte come dita protese verso il cielo dove i rapaci tracciano traiettorie di caccia, prima di rifugiarsi fra le pietre del monastero seicentesco ove ha trovato dimora il Casale dello Sparviero.
Sette grandi vini nascono da quelle terre. Alcuni le tradiscono sposando il profumato rovere francese delle botti. Altri ne conservano fedeli la mineralità e le note erbacee. Tutti raccontano la storia di un’essenza che nasce dalle radici e si trasforma per abbracciare i sensi e la vita di chi li beve.
Prima di ogni appuntamento, a partire dalle 20:30, il Casale dello Sparviero offrirà una degustazione dei suoi vini selezionandoli in relazione alle musiche che verranno suonate.
Musica e vino diventano insieme i motivi di un incontro con la bellezza, da gustare, da guardare, da ascoltare.

Tradire le radici nella musica” è un’iniziativa dell’Accademia Musicale Chigiana realizzata insieme all’Università di Siena, in collaborazione con il Casale dello Sparviero e con il supporto di: Fondazione Monte dei Paschi di SienaSiena Jazz.

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